domenica 15 gennaio 2017

IL DIGIUNO 1

Il digiuno

Se vorrete dopo aver letto questo scritto avvicinarvi alla piacevole e naturale pratica del digiuno, la prima volta NON FATELO MAI senza essere seguiti da chi ha esperienze provate in questo campo!!! Restiamo a disposizione per ogni chiarimento...
Perché digiunare
Il digiuno è il mezzo che la natura utilizza per liberare il corpo dai tessuti malati, dagli eccessi alimentari e dagli accumuli di scorie e tossine. Il nostro metabolismo si regge infatti su due attività in equilibrio: l’anabolismo (costruzione) e il catabolismo (distruzione di materia organica), che produce continuamente scorie eliminate attraverso gli organi escretori (reni, fegato, intestini, pelle, vie respiratorie). In ogni organismo vivente il cibo, dopo essere stato digerito, viene assimilato dalle cellule che eliminano in seguito le scorie metaboliche (cataboliti). Molte sono le energie che il nostro corpo impegna per la digestione e l’assimilazione: se si mangia in continuazione il nostro organismo ha poche energie a disposizione per eliminare tutte le scorie prodotte dall’attività catabolica e digestiva ed esse si accumulano e producono tossiemia. Durante il digiuno cessando la digestione e acquietandosi la mente, tutta l’energia dell’organismo viene utilizzata per lo smaltimento dei rifiuti, le tossine. Non assumendo cibo dall’esterno, il corpo si nutre delle proprie riserve con il processo dell’autolisi (digestione dei propri tessuti). Essa è sempre guidata dalla nostra meravigliosa vis medicatrix naturae: i tessuti sono persi in ragione inversa alla loro utilità, viene metabolizzato il glicogeno epatico, i centri nervosi non vengono toccati, sono riassorbiti i tessuti anormali (cisti, tumori, ascessi, cellulite, edemi, trombi, ecc...).
Controindicazioni al digiuno
I casi in cui il digiuno è da escludere tassativamente sono molto pochi. Il primo è la carenza nutritiva reale, anche se assai rara nella nostra società; la ‘paura ossessiva’ è controindicazione assoluta; la gravidanza è controindicazione relativa, al massimo si possono praticare digiuni brevi. L’esperto in Igienismo può sempre valutare caso per caso l’utilità e la durata del digiuno secondo la propria esperienza.
Cosa succede durante un digiuno
L’organismo inizia a liberarsi dalle tossine: ciò si traduce in una perdita di peso e un senso di fame si mantiene per i primi giorni per poi sparire quasi completamente. Gli organi sensoriali si affinano: l’odorato è più sensibile, gli occhi diventano più chiari e brillanti, la vista e l’udito possono migliorare e con la rialimentazione ci si accorge di una migliore sensitività gustativa. In genere ci si sente più tranquilli e rilassati, le facoltà mentali - intorpidite nei primi giorni - si potenziano, il desiderio sessuale può diminuire, le mestruazioni generalmente arrivano in anticipo, il sonno migliora e bastano meno ore per sentirsi riposati, le forze possono diminuire ma molti si sentono pieni di energie. La lingua diventa patinosa e si avverte un orribile sapore in bocca, l’alito e il sudore sono fetidi, le urine diventano più abbondanti e si possono colorare di scuro, essere più dense ed emanare sempre un cattivo odore (quelle che vengono chiamate abitualmente tossine sono realmente sostanze tossiche e fetide e molti hanno paura di puzzare, ma questo è uno scotto necessario: quando si pulisce in casa si produce egualmente sporcizia e nessuno si vergogna di buttarla). Durante il digiuno non esistono regole che valgano per tutti: chi si sente forte e chi debole, chi è euforico e chi triste, chi ha fame e chi no, chi ha malesseri o crisi di eliminazione e chi sta bene.
La crisi di dintossicazione
Durante i primi giorni del digiuno e qualche volta a digiuno inoltrato si possono avvertire dei malesseri e dei disturbi interpretati come crisi dovute a eliminazione tossiemica. Queste crisi sono fisiologiche: l’organismo rivive le malattie del passato e disintossica gli organi interessati, vi è una rivisitazione a ritroso delle malattie vissute dal paziente che inizia con le patologie più recenti per arrivare a quelle della prima infanzia. Il mal di testa può essere frequente in persone che abusano di caffè e di sigarette, la debolezza è in genere più marcata nelle persone che consumano poca frutta e verdure crude.
Durata del digiuno
Il digiuno è una pratica semplice e anche piacevole ma prima di intraprenderlo da soli è meglio studiare a fondo l’argomento. E’ meglio infatti che i digiuni autogestiti non durino più di due-tre giorni e solo dopo aver bene studiato sia la preparazione che la rialimentazione. I digiuni igienisti usati come mezzo per recuperare la salute in genere durano dai sette ai quaranta giorni, salvo le diverse valutazioni del singolo caso. Attualmente in Europa si tende a fare dei diguni medi di dieci-quindici giorni, ripetuti e intervallati da periodi di alimentazione fruttariana o crudista. In questo campo, però, non esistono regole prestabilite. H.M. Shelton consigliava di portare avanti il digiuno sino al ritorno della fame e con la totale disintossicazione. Attualmente viene seguita un'altra linea, poiché i tempi sono cambiati e l’umanità è diversa: molte persone sono a tal punto intossicate e povere di energie da esaurire con soli dieci-quindici giorni di digiuno le proprie riserve di vitamine, sali minerali, oligoelementi, ecc...
Preparazione al digiuno
Volendo intraprendere un digiuno autogestito, consigliati e seguiti da un esperto in Igienismo, è fondamentale una preparazione di almeno due settimane da farsi a casa prima di recarsi nel Centro prescelto.
Prima settimana (a casa): se non si è igienisti praticare un’alimentazione vegetariana seguendo le combinazioni alimentari.
Seconda settimana (a casa): mangiare frutta e verdura cruda durante il giorno e consumare un eventuale pasto serale con frutta cotta.
Prima settimana (nel Centro): mangiare esclusivamente frutta cruda.
Condotta durante il digiuno
Il digiuno si fa in un ambiente calmo, tranquillo e senza tensioni. Durante il digiuno si diventa sensibili a tutte le influenze esterne poiché, non potendosi più nutrire di cibo materiale, ci si nutre di emozioni e di tutto ciò che l’ambiente offre. Le scuole della salute igienista sono i posti migliori per condurre un buon digiuno, con professionisti che aiutano ad intraprendere un viaggio che porta alla salute e ad interpretare ciò che succede durante questo cammino.
Il digiuno aiuta a liberare dai condizionamenti psicologici; questi molte volte riafforano come tensioni ed è importante poterli ben gestire. Il periodo migliore per digiunare è quello caldo, dalla primavera all’autunno. Non si prendono farmaci, non si fuma né si beve caffè. Per digiuno si intende solo una dieta idrica. E’ consentito bere solo ed esclusivamente acqua pura (orientativamente da 0,200 a 2 litri max al giorno). E’ importante seguire attentamente i desideri e bisogni del proprio corpo. Ci si lava usando solo l’acqua ed eliminando qualsiasi tipo di detergente. I denti si puliscono senza usare il dentifricio.E’ fondamentale entrare in uno stato d’animo di amore e di fiducia, vivere l’esperienza come se fossimo degli spettatori di ciò che succede, e cioè della "vis medicatrix naturae".
Ripresa alimentare
Una buona ripresa alimentare deve avere come minimo la stessa durata del digiuno intrapreso. Una cattiva ripresa alimentare pregiudica i risultati ottenuti e può avere effetti nefasti sulla salute. Il digiuno si interrompe in genere con frutta fresca semiacida - possibilmente biologica - tagliata in piccoli pezzi, masticata e insalivataa lungo.
La ripresa va fatta lentamente per riabituare gradatamente l’organismo al cibo. La rialimentazione è la fase più delicata del digiuno ed è anche quella che viene più sottovalutata. Gandhi diceva che anche gli sciocchi sanno digiunare ma che solo i saggi sanno ricominciare correttamente a mangiare dopo un digiuno. L’appettito ritorna velocemente e specialmente nei primi giorni questa fame deve essere ben gestita per non pregiudicare tutto il lavoro svolto.
Primi tre giorni (meno di 500 gr al giorno)
ore 12frutta semiacida
ore 17frutta semiacida
Dal quarto giorno in poi (massimo 1 kg al giorno)
ore 12frutta semiacida
ore 16frutta semidolce
ore 19frutta semidolce
Dopo la prima fase della ripresa consigliamo di seguire la seguente alimentazione fruttariana standard:
ore 12frutta semiacida o acida
ore 14frutta semidolce o semiacida
ore 16frutta semidolce
ore 18frutta dolce fresca
ore 20frutta dolce secca o grassa (e, se non se ne può fare a meno, un piatto di verdura cotta)
Classificazione della frutta
Frutti acidi: ananas, arance, cedri, fragole, kiwi, limoni, mandaranci, mapo, mandarini, pompelmi
Frutti semiacidi: amarene, lamponi, mangostin, marasche, mele (renette), melegrane, mirtilli neri, more, ribes nero, ribes rosso, uva spina, uva ursina (o mirtilli rossi)
Frutti semidolci: albicocche, angurie, ciliege, durian, fichi d’India, fichi nostrani, peshe, pesche noci, manghi, mele, meloni, nespole, papaie, pere, rambutan, susine, uva
Frutti dolci: banane, celimonie anone, datteri, kiwi, uva (zibibbo, pizzutella) e la frutta secca (fichi, uvetta, mele, pere, prugne, pesche, albicocche)Frutto grasso: avocado
GRAZIE a:Renè Andreani -
ww.vegetarian.t
e a Sauro Martella -
www.promiseland.it