mercoledì 11 gennaio 2017

IN ITALIA SI VACCINA CON LEGGEREZZA


In Italia si vaccina con leggerezza...

e molti ne restano danneggiati.


La libertà è cominciata in Veneto il 1 gennaio 2008.


Quanti sono a rischio?

In Italia un’equipe di ricercatori guidata dal Premio Nobel, Renato Dulbecco, ha dimostrato che un bambino su 30.000 soffre di una immunodeficienza combinata grave, mentre nel quadro più ampio delle immunodeficienze si arriva ad un neonato su 600 (quindi, rispettivamente, 19 e più di 800 l’anno in Italia) [Fonte: “Il Giornale” 13.09.1995]. Resi pubblici i primi risultati, il Ministero ha tagliato i fondi…. Comunque, lo stesso manuale più usato dai medici in occidente, il “Manuale Merck” (edizione 1984, la prima in italiano), afferma: “Il vaccino Sabin (zuccherino) a virus vivo è controindicato per i soggetti immunodeficienti, che dovranno quindi ricevere quello a virus uccisi (Salk)”, mentre in Italia fino al 2003, lo hanno “propinato” senza riguardi. Nel Centro-Sud Europa, Italia compresa, tra il 1964 ed il 1999 - 2003 si è usato il Sabin, senza minimamente tentare di capire se il bambino fosse immnodepresso in quel momento, “tanto ne morivano pochi”, e nel caso, “si negava” la relazione per non creare timori, assicurandosi così delle statistiche “confortanti”.


Perché sulle statistiche non risultano danneggiati?

Ad esempio, la dott.ssa Marzia Zorzetto è il Presidente della Sezione di Treviso dell’ANMIC - Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili - ed ha affermato: “Tra i nostri assistiti ce ne sono molti lesi dalle vaccinazioni. I genitori lo avevano ben capito già negli anni’50, ma per sfiducia verso ospedali e Magistratura, non tentavano neanche la lunga e costosa strada della giustizia, per un riconoscimento ed un risarcimento. Finalmente in questi anni la cosa è stata resa possibile per la semplice via amministrativa e per una cifra che arriva a 150.000 euro, anche per fatti avvenuti anche negli anni ’50. Le richieste sono ancora pochissime solo per la mancata pubblicità della legge 210/92.

Solo gli handicappati a scuola sono oltre 150.000 pari a 1 su 40?
Secondo l’On. Pietro Squaglia della Margherita, nella scuola pubblica siamo passati dai 138.000 casi del 2001/2002, ai 145.000 del 2002/2003, fino ai 151.000 del 2003/2004, con un incremento annuale di circa lo 0,4-0,5%. Pertanto dall’asilo alle scuole medie superiori su sette milioni di soggetti il rapporto risulta (allora), essere 1 su 47 individui. Oggi in Veneto ci sono 12.000 disabili a scuola su 485.000 studenti (1 su 40!) [Fonte: “Il Gazzettino” 11.09.2007].

Ha senso rifiutare i vaccini?
Il barese dott. Massimo Montinari sostiene di avere in cura 1.200 danneggiati e che è possibile individuare i soggetti più a rischio di malattie moderne prima di vaccinarli, anche se il metodo è un po’ troppo costoso (300 euro?), per estenderlo a tutta la popolazione infantile, quindi lo Stato “risparmia” andando alla cieca, sulla pelle dei bambini. La Federazione del Comilva (www.comilva.org), sostiene che i vaccini costituiscono il tentativo inutile di evitare malattie estremamente improbabili, ottenendo un danno da vaccino estremamente probabile, almeno un’allergia in più di 1 su 3 soggetti. In oltre 20 anni di Movimento di rifiuto, nessuno delle loro migliaia di figli ha avuto alcuna malattia per le quali ci si vaccina, nemmeno il “probabile” tetano, mentre in 30 anni, sui soli giornali italiani si sono visti gli elenchi di 60 morti e 80 gravemente ammalati da vaccino.

Un danno da vaccino? Ad esempio l’autismo
Il fenomeno è apparso inizialmente negli USA nel 1943 e si è quadruplicato negli ultimi 10 anni. Ad affermarlo è il dott. John Hopkins dell’Università di Baltimora. Non solo, dal 1988 sono quasi triplicate le vaccinazioni entro i 24 mesi di vita ed i casi di autismo sono aumentati del 1700%, di fronte ad un incremento del 30% delle patologie in genere [Fonte: Yazbak, “Journal of American Phisicians and Surgeons”, volume 8 number 4, Winter 2003].

…e peggiora velocemente… .
(ANSA) - Verona, 21 gennaio 2006. E' una correlazione di fattori di ambito genetico, biologico, ambientale (come le infezioni) a provocare l'autismo, malattia segnalata in crescita esponenziale negli ultimi anni (in America ne è colpito un bambino su 250) e caratterizzata dalla disarmonia dello sviluppo delle funzioni cerebrali che, di conseguenza, interagiscono male tra loro. L'indicazione è emersa al Congresso Internazionale "La terra di mezzo - Autismo: una sfida alla scienza", organizzato dal Servizio di Neuropsichiatria Infantile e Psicologia dell'Età Evolutiva dell'U.S.L. n. 20 di Verona. ". “Tra le cause che trasformano una predisposizione genetica e immunologica allo sviluppo dell'autismo in conclamazione della malattia”, ha detto Federico Balzola, dirigente medico presso l'Unità Ospedaliera di Gastroepatologia dell'A.S.L. San Giovanni Battista di Torino, “Si ipotizza ci siano i metalli pesanti, in particolare il mercurio usato nella composizione dei vaccini, per veicolare i principi attivi”.

Il mercurio
Solo negli anni ’90 si sono dimostrati gli effetti letali delle dosi di mercurio contenute nei vaccini. Dopo aver avvelenato due generazioni giurando che questi erano innocui, nel 2003 le “autorità” di tutto il mondo, hanno vietato il mercurio nei vaccini per bambini, ma resta l’alluminio che ha un effetto molto simile sul sistema nervoso centrale. Chi si fida è perduto?