lunedì 9 gennaio 2017

MITO VACCINAZIONI

IL MITO DELLE VACCINAZIONI

Il mito delle vaccinazioni vacilla, ma è ben lungi dal crollare. Nelle nostre menti è stato inculcato che i vaccini avrebbero debellato le malattie endemiche quali vaiolo, difterite, poliomielite ecc., che non ci sarebbero danni da vaccino e che comunque se esistessero sarebbero rarissimi ed incomparabili agli immensi benefici che i vaccini avrebbero apportato all’umanità. Un esame più attento però rivela che in questi 200 anni di epoca vaccinale l’opinione degli “addetti ai lavori” non fu mai unanime e lo dimostrano i convegni dove medici pro e contro si sono scontrati. Rivolte popolari si sollevarono contro quei governi che imponevano vaccinazioni obbligatorie. Questo perché frequenti e gravissimi furono i fallimenti delle vaccinazioni di massa. Si rilevò infatti che Paesi ad altissimo tasso di immunizzazione vaccinale avevano la stessa incidenza di mortalità di Paesi con scarsa o nulla copertura vaccinale, ma ancor più grave fu l’evidenza di casi in cui, in corrispondenza della diffusione di un dato vaccino, seguiva una netta recrudescenza della malattia dalla quale lo stesso pretendeva di proteggere. Documentate sono infatti gravi epidemie, che hanno colpito quasi esclusivamente i soggetti vaccinati. Per fare qualche esempio vediamo il Regno Unito che ha conosciuto per primo l’obbligo della vaccinazione antivaiolosa e che subì i più duri attacchi da parte del vaiolo proprio quando la popolazione fu meglio vaccinata. La percentuale dei vaccinati fu vicina al 90% quando la terribile epidemia del 1871-1872 uccise 23.000 persone e ciò avvenne dopo tredici anni di vaccinazione facoltativa più diciotto anni di vaccinazione strettamente obbligatoria (cifre del ministero della Sanità della Gran Bretagna). Di fronte a questo fallimento gli inglesi abbandonarono un po’ alla volta le vaccinazioni, ma misero in piedi un programma igienico, fogne, condutture d’acqua, raccolta dei rifiuti, isolamento e assistenza dei malati precedendo di un secolo la strategia dell’O.M.S. Il vaiolo allora regredì in modo spettacolare (vedi l’ufficiale sanitario inglese Hadwen. S., Hygienic measures or immunisation?,(in) “Truth”, 17 gen. 1923). Da uno studio pubblicato dal Dr. Gerhard Buchwald, uno dei massimi esperti in questo campo, risulta che non solo la vaccinazione antivaiolo non protegge, ma anche che i vaccinati possono essere colpiti dalla forma più grave della malattia. (1) La Germania, in pochi anni a partire dal 1871, registrò 125.000 morti per vaiolo, e ciò dopo 35 anni di regime di vaccinazione forzata stabilita per legge. L’enciclopedia britannica (9^ edizione) riporta che dei 30.742 casi di vaiolo in Baviera nel 1871, 29.429 si erano verificate in persone vaccinate. La Svezia rivaccina sistematicamente la popolazione nel 1871 e di nuovo nel 1872, ma nel 1873 è teatro della più tremenda epidemia di vaiolo della sua storia.
Si potrebbe citare una quantità enorme di dati, ma per ragioni di spazio facciamo un salto ad un’epoca più recente. In Albania già dal 1985 non si registrano più casi di poliomielite, ma nel 1996 iniziarono una campagna di vaccinazione di massa, che coinvolse bambini e adulti con vaccino Sabin. Nei mesi seguenti si registrarono un centinaio di casi di polio, tra cui vari casi mortali. Per il panico che si scatenò venne inviata una delegazione dell’O.M.S., del C.D.C. di Atlanta e dell’Istituto Superiore della Sanità. Un esperto dell’I.S.S., direttore del laboratorio di epidemiologia (il Dr. Donato Greco), confermò, dichiarandolo su tutti i giornali, che i casi erano dovuti al vaccino. Fu però immediatamente smentito, poiché una tale notizia stava diffondendo il panico (fonti: a. “Polio outbreak in Albania, 1996 Autori. Ciofi degli Atti, Prevots, Sallabanda, Malfait, Aylwarc, Greco, Wassilak; Eurosurveillance vol. 2, n. 5, maggio 1997. b. “Vaccini sbagliati: è allarme poliomielite in Albania” – Il Gazzettino 1/9/96).
Ora vi è certezza di un gran numero di reazioni avverse, danni lievi, gravi, a volte irreversibili, che si manifestano immediatamente o ad effetto tardivo. Per citare un caso della situazione italiana i dati di fonte Seieva, pubblicati sul bollettino “Vaccinazione 2000” n. 46 del febbraio 1997 (261 USL su 650), dicono che dall’85 al ’94 l’incidenza di epatite B in Italia per 100.000 abitanti è andata calando, ancor prima dell’introduzione dell’obbligo vaccinale (1991), passando dai 6 casi dell’85 ad 1 caso nel ‘90 (1/100.000), rimanendo tale anche anni dopo l’introduzione della vaccinazione obbligatoria nel ‘91 [dati Sistema epidemiologico integrato dell’epatite virale acuta (classe di età 0-14 anni)]. I dati si trovano sul sito dell’Istituto-Superiore-della-Sanità:
http.//www.iss.it/registri/seieva/tab2.htm . Dal 91-96 compreso, per i bambini (classe di età 0-14 anni) si sono avuti però 340 effetti collaterali ufficiali da vaccino antiepatite B (dati della commissione nazionale vaccini, tratti dal documento “Vaccinazione antiepatite B e sclerosi multipla”, tabella Reazioni avverse a vaccinazione antiepatite B 1991-1996). Il documento è reperibile sul sito del ministero della sanità italiano:
http://www.sanita.interbusiness.it/malinf/certvacc/epatb/epatb.htm
Si consideri che molto probabilmente, gli effetti collaterali riconosciuti sono solo una piccola parte di quelli effettivi, in quanto è noto che vi è in Italia una diffusa sotto-notificazione degli effetti collaterali da vaccino.
Infatti, secondo il commissario della Food And Drug Administration David Kessler, i danni da vaccino con un sistema di sorveglianza passivo sono sottostimati del 90%. Nonostante i numerosi interventi di quella classe medica legata agli interessi dell’industria, interventi mirati a confondere la gente ed occultare la verità, sono disponibili al cercatore attento una enorme mole di dati sia nella letteratura internazionale sia nelle pubblicazioni di onesti ricercatori, giornalisti scientifici, storici della medicina e medici dissidenti. Da molto tempo nella maggioranza dei Paesi europei si è abrogata l’obbligatorietà vaccinale e si sono varate leggi per il risarcimento dei danni da vaccino (per morte o invalidità). Da alcuni anni il Giappone ha abrogato l’obbligo vaccinale perché le casse dello stato rischiavano di andare in bancarotta, tanti erano i danni da vaccino che il governo doveva risarcire. Italia e Francia sono gli unici Paesi europei dove ancora vige l’obbligatorietà. Anche a Piacenza è in fase di formazione un coordinamento contro l’obbligo vaccinale: per promuovere informazione, per appoggiare i genitori che rifiutano le vaccinazioni, per aiutare le persone danneggiate dai vaccini a ottenere il riconoscimento. Per informazioni: * CO.M.I.L.VA. a Varese Vanda Perfetti Tel. 02–96248890. A Trieste Claudio Simion e.mail:
claudio.simion@comilva.org - www.comilva.org A Rimini Donatella Fava Tel. 0541-21160 *A Piacenza: Daniele Bricchi -Tel. 0523 – 073590 – 0523 – 913142 danielebricchi@hotmail.com
CO.N.DA.V. (Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino) www.condav.it
c/o Nadia Gatti Tel 0375 220254 – 3332463095 e-mail: gatti.condav@libero.it
Bibliografia: (1) Vaccinazioni - Quello che ogni genitore dovrebbe sapere- del Dr.Gerhard Buchwald edizioni Civis
-Bambini sani senza medicinali - del pediatra Dr. Robert Mendelshon – Red
-Autismo – nuove terapie per migliorare e guarire – ultime ricerche: I VACCINI tra le cause della malattia – del pediatra Dr. Massimo Montinari - Macro Edizioni
-L’intossicazione da vaccino – Fernand Delarue (presidente della Ligue National pour la liberté des vaccinations. – Feltrinelli
-Vaccinazioni – Quando, come e perché ricorrervi - Dr. Lorenzo Acerra – Demetra
-Danni causati da vaccini e sieri – Dr. Herbert M. Shelton – Associazione Igienista Italiana
- Vaccinazioni – il grande attacco al cervello e alla psiche – Dr. Harris L. Coulter – NOI – Verlag,Klagenfurt con Macro Edizioni