venerdì 13 gennaio 2017

VOLANTINO CON DATI INTERESSANTI

UN’UMANITA’ IN PAUROSO DECLINO FISICO, E NON SOLO

La carne causa più malattie del fumo di sigaretta
ma i nutrizionisti invitano la gente a mangiare la carne


di Franco Libero Manco

L’attuale condizione di malattia del genere umano non conosce precedenti. Mai come in questo frangente storico l’umanità è malaticcia, bisognosa di cure, flagellata da un numero impressionante di malattie. Nonostante le immense risorse umane e i fiumi di denaro impegnate dalla ricerca medica per neutralizzarne gli effetti delle malattie, ogni anno nel mondo muoiono 17 milioni di persone per infarto (500.000 solo in Europa) e una persona su tre nell’Occidente muore di cancro, (140.000 morti ogni anno solo in Italia). 180 miliardi di dollari vengono spesi negli Stati Uniti solo per cure contro il cancro, mentre in Italia i nuovi casi di cancro ogni anno sono 300.000 con una spesa di 50.000 miliardi delle vecchie lire. Nella sola Europa le spese per curare il solo raffreddore superano quelle dell’istruzione scolastica. Il 75% della spesa sanitaria in Italia e in Europa viene assorbita per curare gli effetti della cattiva alimentazione.
Pare che l’industria della carne in Usa (dove attualmente il 12%del PIL viene speso in cure mediche) ha causato più morti di tutte le guerre del secolo scorso. La sanità Usa riconosce solo 3 milioni di cittadini sani su un totale di 250 milioni di individui. Ben 42 milioni soffrono di ipertensione, l’80% della popolazione è affetta da reumatismi e 3 persone su 4 sono colpite da infarto o cancro: (il cancro infantile è il killer numero uno tra i bambini). Un ragazzo su 5 (sotto i 17 anni) porta malattia disabilitante. Il 50% della gente ha problemi digestivi cronici: La costipazione in Usa colpisce 190 milioni di individui, cioè 9 persone su 10. Un terzo della popolazione è sovrappeso e un terzo degli americani è carente di calcio. Inoltre, gli effetti collaterali dei farmaci sono la 4^ causa di morte negli Stati Uniti. L’infarto, fino al 1940 era pressoché sconosciuto, oggi le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel mondo occidentale; nel 1900 una persona su 30 moriva di cancro,oggi ne muore una su tre. E la causa è da attribuire alla cattiva e innaturale alimentazione: le proteine animali che se ne consumano 3 volte in più del necessario, 7 volte più grassi, 6 volte più zucchero e 10 volte più colesterolo e si assumono un terzo delle fibre necessarie.
Domanda: dal momento che la specie umana è la sola tra tutte le specie del regno animale ad essere colpita da infarto e da malattie degenerative e dal momento che le statistiche ufficiali dell’OMS ci informano che il 75% delle malattie sono dovute alla cattiva alimentazione e il 34% delle neoplasie è attribuibile al consumo di carne ed un altro 30% è attribuibile al fumo di sigaretta; dal momento che chiunque sarebbe incriminato a invogliare pubblicamente la gente a fumare un pacchetto di sigarette al giorno, non è forse altrettanto irresponsabile quanto criminoso consentire ai nutrizionisti televisivi di invitare la gente a mangiare la carne?
Consideriamo anche che il fattore cancro dovuto all’inquinamento incide solo per il 2%, così pure le droghe e l’esposizione ai raggi UV, mentre l’obesità, i rischi professionali e le infezioni incidono per il 5%, mentre le malattie genetiche incidono circa per il 10%.
E considerando anche che nessuno studio ha mai dimostrato che i residui di pesticidi, presenti in quantità infinitesimale nella frutta e nella verdura, possono essere causa di cancro è logico supporre che non sono i prodotti chimici i massimi imputati ma la carne in se stessa. Infatti, un esperimento condotto dall’Università inglese di Cambrige nel 2001 in cui sono stati coinvolti 40 000 soggetti, bambini, adulti, anziani dei due sessi per 20 anni di seguito, ha dato il seguente risultato finale tra i vari gruppi (carnivoro, onnivoro, vegetariano, lattoovovegetariano, vegano e crudista): il gruppo crudista rivelava totale assenza di malattie, quello vegano gli andava abbastanza vicino, quello vegetariano veniva in qualche modo punito, i gruppi carnivoro e onnivoro presentavano alti tassi di incidenza di malattie cardiache e cancro. Un’altro studio condotto su 78 000 donne condotto per 12 anni ad Harvard ha dimostrato che i soggetti che assumevano latte 3 volte al giorno presentavano un numero di fratture assai più alto delle donne che non consumavano latticini. E dal momento che i vegetariani ed i vegani non necessariamente consumano prodotti esenti da contaminazioni chimiche, è facile dedurre che la causa delle malattie è attribuibile non tanto agli inquinanti chimici quanto ai prodotti animali e derivati nei quali, tra l’altro si concentrano in misura 10 volte superiore che nei vegetali.
Gli attuali noti nutrizionisti televisivi sembrano pateticamente programmati per negare ad oltranza qualunque correlazione tra carne e malattie sociali. C’è una sorta di tacito e complice accordo, una sorta di omertà diffusa tra loro ed i mezzi di informazione di massa: quello di non attribuire mai alla carne la causa delle malattie. Che cosa intendono quando in modo laconico e sfuggente parlano di prevenzione e di cattiva alimentazione? Se la frutta e la verdura hanno valore protettivo per la nostra salute da che cosa ci proteggono? Come può esserci un cambiamento dello stile di vita se i nutrizionisti affermano che quando non si consuma la carne occorre alternarla con il pesce, i formaggi o le uova? Praticamente ritengono necessario inserire ogni giorno nella dieta comune prodotti di origine animale, cioè quei prodotti che sono la causa stessa delle malattie che con il cambiamento di stile di vita essi fingono di voler combattere.
Quindi, se questi dati sono veri (come lo sono) restano solo due opzioni: o i nutrizionisti-cadaveriani non sono bene informati (cosa alquanto improbabile) oppure sono in mala fede. Ma io dico che essi danno alla gente comune quel che la gente chiede, non quello di cui la gente ha veramente bisogno per vivere bene, progredire sul piano etico, salutistico e soprattutto acquisire una mentalità critica che possa consentire ad ognuno di essere artefice della propria condizione fisica, mentale, morale e spirituale. Questo coincide con la politica delle grandi multinazionali di settore e, naturalmente, torna a beneficio ai suoi rappresentanti.